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Smart working e DAD

Errori posturali nell’era smart working e DAD

In tempi di smart working e didattica a distanza ci siamo abituati a contesti di lavoro del tutto nuovi ed inaspettati. E anche le nostre schiene se ne sono rese conto, facendone le spese! Vediamo insieme quali sono i più comuni errori (e orrori) posturali nell’era smart working e DAD.

Sì, perché lavorare in Smart-working e DAD non vuol dire soltanto lavorare da casa, ma vuol dire anche lavorare seduti al tavolo della cucina (con sedia annessa), appollaiati sullo sgabello davanti al davanzale della finestra, incastrati nella scrivania (bassina) di tuo figlio, rannicchiati sulla poltrona, a pancia in giù sul divano (questa opzione è valida soltanto per gli under 10) e – in un crescendo di errori/orrori posturali – distesi sul letto!

Ecco qualche consiglio per rimediare ai più comuni errori posturali, migliorando la tua postazione di lavoro. Con questi semplici accorgimenti non solo schiena, collo e vista avranno immediati benefici, ma anche la concentrazione e la produttività aumenteranno.

I pazienti mi raccontano…

Sandra, madre di Pietro (15 anni) dice:

“Mio figlio si rifiuta di lavorare in camera sua, dice che lì c’è poco segnale. Vuole stare sul divano del salotto, con il PC sulle ginocchia.”

Questo è un grave errore, il PC deve stare di poco all’altezza dello sguardo e la schiena deve stare ben dritta, con gambe – non accavallate – che formano un angolo di 90°. Anche l’angolo del gomito deve essere di 90°, con avambracci poggiati sul piano di lavoro. Le piante di entrami i piedi stanno a terra.

Inutile ribadire che il divano non consente di stare nella posizione corretta. Perciò la regola è “lavora seduto su una sedia, davanti ad un piano d’appoggio!”. Vietata ogni altra soluzione, anche ai più giovani, dal momento che di questi tempi passano molto tempo seduti davanti ad un monitor.

Matteo (37 anni) racconta:

“In ufficio avevo una postazione di lavoro completa, con mouse e tutto quanto. A casa lavoro con un portatile e non ho ancora comprato un mouse. Sarà per questo che ho un trapezio in fiamme?”

Lavorando al computer senza il mouse si creano grandi tensioni a livello della spalla e del collo. Questo può provocare infiammazioni muscolari e contratture che saranno molto probabilmente portatrici di fastidiose cefalee. Anche il polso può risentire di un lavoro prolungato senza mouse. Per chi fa un uso prioritario del mouse (architetti, graphic designer…) è consigliabile un modello ergonomico, per tutti gli altri andrà bene un mouse convenzionale.

Cristina (62 anni) spiega:

“Ho preso l’abitudine di sbrigare alcune faccende di lavoro da casa, con il computer portatile, mentre sto con i miei nipoti. Per poterli tenere d’occhio mi metto sul tavolo della cucina. Spesso la sera ho un forte dolore in mezzo alle scapole.”

Le sedie del tavolo da pranzo sono fatte per consumare un pasto, in un’oretta, non di più, per questo possono permettersi di essere belle, ma non necessariamente comode! La postazione di lavoro deve invece prevedere una seduta ad hoc, essere cioè ergonomica. Ne esistono molte varianti, la più comune sedia da studio è disponibile in ogni fascia di prezzo, assicurati soltanto che sia regolabile in altezza, che abbia un buon supporto lombare e posizionale in modo che stia leggermente inclinata in avanti. Esistono poi sgabelli basculanti e sedute trasformabili con possibilità di utilizzo in ginocchio. Sono tutti oggetti molto tecnici e molto validi, ma sono anche costosi. Il loro vantaggio è quello di consentire alla muscolatura di rimanere attiva anche quando siamo seduti. Per ultime cito le “palle”, si tratta infatti di sedute particolari e non si adattano a tutte le esigenze.

Vuoi sapere esattamente come sederti? Dai uno sguardo a questo articolo: Come sedersi correttamente davanti al computer.

Francesco (22 anni) dice:

“Frequento l’università, tra lezioni on-line e ore di studio, praticamente sto tutto il giorno seduto. Da un po’ di tempo nel tardo pomeriggio inizia a venirmi mal di stomaco.”

Mal di stomaco, bruciore, reflusso gastro-esofageo sono spesso correlati ad una scorretta respirazione. Soprattutto stando a lungo seduti rischiamo di bloccare il naturale movimento del diaframma toracico, un muscolo che separa la cavità addominale da quella toracica e che consente i movimenti di quest’ultima. Quando è bloccato o fortemente limitato nei movimenti, produce “fastidi” alla maggior parte degli organi addominali, stomaco compreso. Cercate di imparare a riconoscere e modulare la respirazione addominale, dedicandole 5 minuti ogni 2 ore di lavoro. Si rivelerà d’aiuto per i disturbi gastrici, al contempo vi aiuterà a rilassare la spina dorsale e il volto.

Ultimi consigli:

  • Illumina il tuo spazio con una luce da tavolo. In questo modo eviterai di affaticare eccessivamente gli occhi e favorirai la concentrazione.
  • Organizza la scrivania immaginando che sia divisa in semicerchi concentrici, con te al centro. Tieni nel primo cerchio, quello più vicino al tuo corpo, soltanto gli oggetti indispensabili, e posiziona sempre più lontano ciò che usi meno frequentemente. In questo modo darai spazio ai gomiti e riuscirai a distendere più facilmente la muscolatura del collo. Anche la concentrazione trarrà beneficio da questo semplice accorgimento.
  • Ogni tanto sgranchisciti le gambe e lancia lo sguardo verso un punto lontano, fuori dalla finestra, magari verso uno spazio verde. Così facendo, mentre riposi gli occhi, stimoli concentrazione e creatività.
  • Fai brevi esercizi di stretching durante le piccole pause oppure fai un’unica sessione di stretching prima di andare a dormire. A breve pubblicherò un nuovo articolo dove ti spiegherò alcuni semplici esercizi di stretching da svolgere in soli 10 minuti!

 

Adesso che hai corretto i tuoi errori posturali, buon lavoro e buono studio!

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