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Coliche del neonato

Coliche del neonato, come riconoscerle, come farle passare

Le coliche del neonato sono una preoccupazione per molti genitori nei primi 3-4 mesi di vita di un bambino. I genitori usano questo termine per descrivere una crisi di pianto improvviso ed inconsolabile del neonato, spesso accompagnata da movimenti bruschi, flessioni delle gambe e borborigmi intestinali. Il termine “colica” è stato infelicemente affiancato a questa manifestazione di disagio neonatale negli anni ’50 del 1900. Questo, tuttavia, è un uso improprio del termine, dal momento che nella maggior parte dei casi la scienza esclude che queste crisi di pianto, tanto frequenti nei neonati, dipendano, come si è soliti pensare, da un effettivo e doloroso eccesso di gas nell’intestino. Tendenzialmente il pediatra rileva un reale disturbo intestinale (o più in generale del tratto digerente) soltanto in un 10% dei bambini che manifestano le cosiddette coliche.

Ma perché i neonati hanno le coliche?

Come dicevo, la scienza non offre una spiegazione chiara delle coliche.

  • le coliche sono state messe in relazione ad una eccessiva presenza di gas nelle anse intestinali ed effettivamente l’espulsione di gas dà sollievo al bambino. Tuttavia non vi è una chiara dimostrazione che il bambino con le coliche abbia più aria nell’intestino rispetto al bambino che non manifesta coliche
  • la causa delle coliche è stata ricercata anche nell’eccessiva peristalsi intestinale e nell’innalzamento di un ormone chiamato motilina
  • la scienza ha cercato correlazione anche tra coliche ed allergie alimentari
  • è stata osservata anche una una correlazione tra coliche e stato ansioso dei genitori

Il pianto come mezzo di comunicazione

È bene ricordare che il bambino nei primi mesi di vita compie un grandissimo sforzo per adattarsi ad una condizione del tutto nuova rispetto a quella vissuta nei mesi precedenti all’interno dell’utero materno. In considerazione di ciò, una giornata qualsiasi è per un bimbo eccezionalmente ricca di stimoli ed è comprensibile che la sera possa essere manifestata stanchezza ed irrequietezza, Ovviamente per il neonato l’unica possibile forma di comunicazione è il pianto e ricordiamo che un neonato piange con tutto il corpo: contraendosi, contorcendosi, stringendo pugni e scuotendo le gambe.

Il suo sistema neurologico, in continuo sviluppo, ha bisogno di tempo per trovare un equilibrio e il bambino necessita di almeno 3-4 mesi per trovare una sensazione di tranquillità e stabile benessere. È infatti dopo questo lasso di tempo che le coliche – o meglio la manifestazione di ciò che noi chiamiamo colica – tendono a scomparire.

Rimedi contro le coliche del neonato

Anche se la scienza è molto incerta quello che sappiamo con sicurezza e che le cosiddette coliche sono una manifestazione di disagio da parte del neonato e che sono motivo di sofferenza e frustrazione anche per coloro che se ne prendono cura.

Vari sono i metodi per alleviare il pianto del bambino:

  • il contatto fisico, un caldo abbraccio di mamma o papà
  • posizionare il bambino a pancia in giù sul proprio avanbraccio e sostenerlo con l’aiuto dell’altro braccio
  • posizionare il bambino supino e sollevargli delicatamente le gambe
  • il contenimento del bambino in una copertina aderente
  • il baby-wearing
  • un massaggio
  • la riduzione, da parte della madre che allatta al seno, del proprio consumo di zuccheri

In generale, un ottimo modo per calmare un neonato è coccolarlo tra le braccia in un ambiente confortevole, magari con luci soffuse e rumori attenuati. Ricordo anche che il senso più importante nei primi mesi di vita, quello più sviluppato e sensibile, è il tatto. Perciò anche se non si conoscono tecniche specifiche, è possibile massaggiare tutto il corpo del bambino come movimenti dolci e delicati che istintivamente un adulto sa compiere. Queste coccole non solo daranno sollievo al genitore e al bambino, ma saranno anche occasione per stimolare lo sviluppo del bambino e plasmarne il cervello. A proposito del massaggio neonatale vi consiglio un interessante approfondimento su Uppa.it: Massaggio infantile: un toccasana per il neonato.

L’osteopatia può aiutare contro le coliche del neonato

L’osteopatia pediatrica può risolvere o alleviare le coliche, che nella maggior parte dei casi, come abbiamo visto, non sono patologie da curare con farmaci, ma sono disturbi con una origine esclusivamente funzionale. Quando il pediatra rileva un’effettiva alterazione del funzionamento dell’intestino (con un iper-funzionamento che genera spasmi o un ipo-funzionamento che provoca stitichezza) l’osteopata può intervenire con un trattamento cranio-sacrale. Si tratta di una pratica esclusivamente manuale ed indolore.

In generale, l’osteopata durante la visita potrà rilevare la presenza di piccole disfunzioni che non interessano l’apparato digerente. È bene ricordare, infatti, che il bambino non può descrivere l’origine del proprio disagio. Perciò il suo pianto non è necessariamente causato dal mal di pancia!  Spesso risolvendo piccole tensioni muscolari o irrigidimenti strutturali, l’osteopata riesce a far ritrovare al bambino equilibrio e benessere, quindi ripristinare uno stato di quiete.

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